Invia un commento

Inserisci i numeri in bianco nell'immagine

Tutti i campi sono obbligatori. Il commento verrà pubblicato dopo la moderazione

Commenti pubblicati

il 01/09/2016 XTj3wA1Gk scrive:

That's really shdwer! Good to see the logic set out so well.

il 12/02/2016 ALBERTO FAREGNA scrive:

Stupore ed incanto di severa bellezza,
gioia del distacco, immagine d'arte,
tu crei l'estetica in me.
Un autore scopro, un filosofo,
una personalità sorretta
dalla visione sublime del mondo.

Complimenti e auguri e buona vita.Alberto Faregna.

il 02/10/2015 Marco Fassoni Accetti scrive:

Grazie della comunicazione. Ora è visibile: http://www.operedimarcofassoniaccetti.it/it/opere-di-arte-cinematografica/opere/interregnum

il 26/09/2015 Sofia scrive:

Non ho trovato altro modo che questo per domandare come posso trovare e scaricare Interregnum. In questo sito non è più disponibile.
Grazie infinite per l'aiuto.

il 06/08/2014 massimo scrive:

"Pensiero di suonare organo nelle terrazze" è una delle opere più belle che abbia mai avuto modo di vedere in vita mia.

il 25/10/2013 Elisa scrive:

COMMENTO CRITICO ALLE OPERE: ‘Est’


“Are you alive or not?”
T.S. Eliot, The Waste Land

Lo spettatore contemporaneo - lo spettatore ‘medio’- troverà ‘Est’ perlopiù incomprensibile, con la sua poetica asciutta e il susseguirsi laborioso, a tratti gravoso, di immagini dalle quali il dialogo è pressoché assente. E’ un’opera certamente innovativa e perciò sconcertante poiché il “nuovo” è destinato per sua natura a destabilizzare lo spettatore che è abituato a confrontarsi sempre con i soliti schemi, moduli e modelli imposti dalla società del consumo.

‘Est’ racconta la storia di una donna, appunto, dell’est la quale incarna perfettamente l’alterità dello ‘straniero’ come invenzione protezionistica della classe borghese (si pensi a Otello o a Calibano) e da essa rafforzata e mantenuta.
La città alla quale approda la donna (“Siamo venute in Occidente per stare bene”) si rivela presto non essere l’agognato luogo dell’affrancamento individuale ma la prigione volgare e vuota della nuova vita. I personaggi che popolano la notte che, come la corte di Danimarca, è irrimediabilmente corrotta, malata, immorale e marcia, sono gli stessi che abitano la casa-prigione, incapaci di gesti che non siano impregnati di meschinità, o di bieco calcolo, o di sopraffazione. Ogni promessa vuota è un tradimento profondo e le manifestazioni volgari di ricchezza che si susseguono (“Casa bella. Macchina ricca. macchina potente. Donna ricca bella.”) portano con sé un elemento sinistro che disturba lo spettatore. Gli abitanti di un Occidente luogo-dell’affrancamento-ora-divenuto-prigione non vivono affetti e il tema della vita che per essi è già consumistica morte traspare dalla scena finale dell’omicidio della ‘straniera’: la necrosi dilaga ovunque e non c’è più posto per una scelta di campo tra il bene e il male poiché il bene è pervaso dal male e viceversa.

‘Est’ è un’opera autenticamente radicale che mal si presta a ripetute visualizzazioni, e forse, l’essere in qualche misura ‘sgradevole’ è il suo malcelato proposito sin dall’inizio. Nel mostrare la decadenza e la sterilità spirituale del proprio tempo e del proprio mondo, l’autore costringe lo spettatore a confrontarsi con la ‘morte-in-vita’ che lo circonda e con gli abitanti abietti di quella ‘terra desolata’ incapaci ormai di trovare una via d’uscita al Vuoto che li abita.

E.S.



COMMENTO CRITICO ALLE OPERE: ‘Est’ di E.S. è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 - Italia

il 16/09/2013 lori 27 scrive:

Rappresenta bene le zone d'ombra presenti nell'inconscio di ogni essere umano, forse per questo tanti criticano e provano disgusto per alcune immagini evocate dalle sue opere; siamo in una cultura dell'immediato che esorcizza il dolore e la morte con cose futili e pronte all'uso, non per niente la nostra società vive nella depressione e nel vuoto di chi non guarda sotto la superficie per paura di vedere cosa vi è al di sotto. Peccato. Occasione perduta. Ma non per tutti è così, fortunantamente.

il 07/09/2013 lila luce scrive:

il mio commento vuole essere una risposta alla travisazione di alcuni sulle opere di MFA, in particolare riguardo all'unico lungometraggio che sono riuscita a scaricare "interregnum", film ad alto contenuto simbolico e archetipico. Bisogna fare una distinzione tra linguaggio logico e simbolico;Per linguaggio logico si intende quello che fa uso degli strumenti della logica, ovvero il principio di non contraddizione, l'analisi logica di soggetto verbo e predicato, la logica proposizionale dei connettivi che parte dagli stoici passa per Boole ed arriva al linguaggio di programmazione dei computer, il ragionamento deduttivo, il ragionamento induttivo e in generale tutto quanto concerne il ragionamento matematico.
Accanto a questo tipo di linguaggio c'è n'è un altro, quello simbolico. Il linguaggio simbolico credo che sia più difficile da inquadrare rispetto a quello logico, e per far capire ciò a cui mi riferisco farò uso di esempi. Il linguaggio simbolico è quello che compare nei sogni, dove è assente il principio di non contraddizione. E' quello che utilizza l'ipnotista per suggestionare l'inconscio dell'ipnotizzato e dirigere la coscienza di questo su di un determinato oggetto. Il linguaggio simbolico è quello che usano gli oratori per convincere le masse, Gustave Le Bon ne "La psicologia delle folle" sottolinea come le masse reagiscano alle parole che evocano immagini piuttosto che al ragionamento logico. Infine, l'esempio secondo me più potente, che da bene un'idea dell'enorme potere del linguaggio simbolico, è rappresentato dal Cristianesimo.
Ma anche e soprattutto l'arte uso questo tipo di linguaggio, così come esso compare anche nelle fiabe classiche dei bambini, difatti fin da bambino l’essere umano apprende attraverso le storie, impara ad esprimere il proprio mondo narrando le avventure dei propri eroi. La dimensione narrativa coinvolge e favorisce l’attenzione, permette alle persone di acquisire una comprensione significativa anche delle situazioni più complesse.
Il linguaggio cinematografico in particolare è un linguaggio simbolico che attiva dinamiche psicologiche molto profonde, agisce su diversi codici (visivo, sonoro, emotivo..) e per questo appassiona e coinvolge l’individuo nella sua totalità. Mi spiace che alcune persone non abbiano compreso il valore simbolico dei contenuti di tale film.

il 18/07/2013 pietro scrive:

ed è come se mancasse l'aria...c'è tensione e profonda disperazione...è una continua fuga senza speranza...
certi aspetti ricordano David Lynch (supremo)

complimenti.

il 11/07/2013 Samantha scrive:

Quando ero ragazzetto facevo il presepe. Cominciavo ad agosto, quando si va al mare. Ora voglio costruire un cimitero finto. I materiali sono gli stessi.

Sono opere , indiscutibilmente.

Mi piacerebbe partecipare a un suo cortometraggio.

Samantha

il 08/07/2013 Salvatore Liguori scrive:

Le sue opere mi hanno suscitato brividi, disgusto, ribrezzo, autentico orrore... mi hanno incuriosito, eccitato... mi hanno fatto sorridere. In poche parole, le sue opere (fotografie e film) mi hanno emozionato. Grazie, non tutti sono all'altezza di comunicare tante sensazioni.

il 08/07/2013 PROFESSIONE...NULLA! scrive:

Guardare le sue opere mette timore, paura, nasce solitudine e rabbia dal profondo, le manca qualcosa! le sue foto danno l'impressione di essere incomplete! e pur vero che una vera opera d'arte deve suscitare emozioni e sensazione anche solo dando un colpo d'occhio! bhe le sue opere rispecchiano in pieno un subconscio minaccioso e cupo! Complimenti cattura l'essenza del pensiero proibito!

il 09/06/2013 Mister x scrive:

Villa ghiggi o "villa carpegna"

il 04/06/2013 Marco Fassoni Accetti scrive:

Colui che mi ha scritto presentandosi come Giorgio Almirante, e riferendosi ad una scena del mio mediometraggio "Cinegiornale N°1", è persona squisitamente intelligente. Capace di estrema sintesi ed ironia. Avrei voluto fosse sulla mia stessa sponda ideale, ma spero comunque in sue prossime corrispondenze. Con stima, M.F.A.

il 02/06/2013 Giorgio Almirante scrive:

Spiacente per lei sig. flautista Accetti, non sono all'inferno. La prossima volta che viene a trovarmi non calpesti la mia tomba con le sue scarpe sporche. Lei è più fascista di me, anche perchè indossa spesso una camicia nera. Da prete.

il 31/05/2013 Mary scrive:

Purtroppo non mi occupo di fotografia, sono solo appassionata.
È innegabile il valore artistico di queste foto e l'invidiabile talento dell'autore. Se mi è permesso mi piacerebbe condividerle con un gruppo di fotografi esperti per sapere che ne pensano, sicura che apprezzeranno.

il 31/05/2013 Ricard Pardo scrive:

Permítame vd. felicitarle por tanto coraje creativo. Su trabajo es un auténtico activador de la imaginación del observador. El uso de las diversas simbologías es algo de lo que me permito tomar buena nota. Supongo que todos aprendemos de todos y hoy agradezco su lección.
Reciba un saludo desde la orilla mas occidental del Mediterraneo. Girona, Catalunya, Spain.

il 31/05/2013 Barry scrive:

Alcune opere hanno un accento erotico leggero, malinconico, ma graffiante sospeso tra il decadente ed il proibito.

il 31/05/2013 Duca scrive:

Notevolissimo lavoro. L'uomo non mi interessa, le fotografie su questo sito sono eccezionali

il 30/05/2013 Garlic scrive:

Ho fatto un analisi del tuo ego. Una persona come te ha già scelto che morirà suicidandosi.

il 25/04/2013 SEIYA scrive:

SALVE GENTILE SIG.MARCO, TROVO MOLTO INTERESSANTI I SUOI LAVORI.AVREI IL PIACERE DI CONOSCERLA, E' POSSIBILE??
GRAZIE E ANCORA COMPLIMENTI!

il 25/04/2013 Mario Vergioli scrive:

Certe foto sono anche interessanti; ma le due belle hanno smesso di suonare per colpa tua? Mi sembra una scatola riccamente intarsiata ma molto vuota...

il 24/04/2013 pino nicotri scrive:

Per cortesia mi risponda via mail con urgenza. Desidero intervistarla.

il 23/03/2013 Butterfly scrive:

Complimenti per il sito, un'opera completa dell'autore. W la cultura e l'arte cinematografica.